Per creare i suoi vini Mario Schiopetto non ha inventato nulla, ha solo cercato di capire la terra, il clima, il carattere delle sue colline, osservando attentamente e cercando di entrare in armonia con la natura. Questo spirito è ancora oggi il fulcro dell’azienda, impegnata nel suo progetto di sostenibilità totale che va dall’impianto e mantenimento di boschi per la captazione dell’anidride carbonica controbilanciando con saldo positivo l’inevitabile emissione di CO2 , passando dall’attento uso di prodotti a basso impatto e finendo con delle caldaie ad alta tecnologia che danno l’autonomia del riscaldamento necessario attraverso il riutilizzo dei materiali legnosi e di scarto delle vigne. “Il Mario”, come viene chiamato in azienda, rappresenta il vertice qualitativo della Schiopetto. Questo vino prende vita da uve di Friulano impiantato dalla Curia di Gorizia nel 1954, insieme ad una piccola parte di Riesling, nel versante più bello, esposto a sud, della proprietà. Vinificato in purezza nell’acciaio esce solo nelle grandi annate raggiungendo un espressione unica.
Vitigni: Friulano 95% Riesling 5%. Colore: giallo paglierino con riflessi verdi. Profumo: ampio e molto articolato sviluppa sentori di frutta matura, erbe officinali e note mandorlate. Il tutto in aristocratico equilibrio. Gusto: ingresso ricco e dinamico, le note fruttate del Friulano si fondono con le note algide e minerali del Riesling creando un equilibrio di grande eleganza e personalità. Abbinamenti: ottimo con i primi piatti in generale, anche a base di pesce, zuppe e carni bianche. Il suo corpo si sposa bene con spaghetti all’astice.






