Stimolato dai suoi scambi frequenti con i vignaioli di tutto il mondo – fra cui il leggendario Robert Mondavi, pioniere della viticoltura americana, e vari proprietari di Castelli a Bordeaux – negli anni Ottanta Alois Lageder decise di introdurre in questo appezzamento, originariamente coltivato a Schiava, i vitigni Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. È qui, infatti, che nel 1986 fu realizzato il primo ampio impianto a guyot fitto dell’Alto Adige che fece discutere molto. E proprio questa particella – da sempre chiamata “Herz” (in italiano = cuore, in latino = cor) – dà il nome al vino che vi si produce.
Vitigno: Cabernet Sauvignon. Colore: rosso ciliegia con riflessi rosso rubino. Profumo: aromi concentrati e fruttati (ciliegia, ribes nero), note speziate e floreali. Gusto: corpo vigoroso, ricco di tannini, speziato, fresco. Abbinamento: carne di manzo, arrosto o alla griglia, agnello, selvaggina, formaggi.






