Se confronto il mio attuale modo di gestire i vigneti con quello che adottavo prima, tutto ora mi sembra molto più semplice e fluido. Alcuni principi, lavorando tra le viti e osservandone il comportamento, sono entrati a far parte del mio stesso essere, del mio sentire: non riesco a ricordare come si possa gestire un vigneto senza averlo chiaro in mente, come in una fotografia. Pochi anni fa, tuttavia, questa immagine non c’era: il mio lavoro procedeva ugualmente affrontando e risolvendo i problemi che io stesso causavo. Poi mi sono reso conto che la tecnica e la tecnologia rappresentano sempre una buona tattica, mai una buona strategia, e che per la terra – come per la musica – i ritmi, l’armonia, hanno un’importanza fondamentale. Ascoltare. Ogni giorno le radici delle viti, e le nostre di viticoltori, scendono in profondità nella terra, traendone con l’uva e concentrando nel vino il carattere che ci identifica: è questo che voglio raccontare. Il nome Melograno è nato anni fa da una passeggiata tra le vigne: piante molto vecchie, ricche di fascino e bellezza, che regalano prima all’uva e poi al vino grande intensità aromatica e concentrazione di colori.
Vitigno: Syrah. Colore: rosso rubino intenso. Profumo: note di pepe, frutti rossi, violetta e rose selvatiche. Gusto: fresco, elegante, profondo di bella persistenza e intensità aromatica e grande morbidezza. Abbinamenti: risotto con i funghi, carne grigliata, carne rossa in umido, formaggi stagionati.






